Immerso nello scenario mozzafiato delle montagne bavaresi, sorge il Castello di Neuschwanstein, un’icona di bellezza fiabesca che continua ad affascinare visitatori da tutto il mondo.
INDICE DEI CONTENUTI
Questa grandiosa costruzione, spesso associata all’immaginario di Walt Disney, non è semplicemente un’attrazione turistica, ma un monumento intriso di storia, leggende e le singolari passioni del suo ideatore: Re Ludovico II di Baviera.

Il Sogno di un Re romantico
Ludovico II, salito al trono di Baviera nel 1864, è una figura centrale nella storia del Castello di Neuschwanstein.
Soprannominato il “Re delle Favole” per la sua spiccata inclinazione verso le arti, la musica e il mondo delle leggende, egli concepì il castello come un rifugio romantico e isolato.
Questa decisione fu profondamente influenzata dalla sua ammirazione per il compositore Richard Wagner, a cui il castello doveva rendere omaggio.
Ogni ambiente interno fu infatti pensato per riflettere le leggende e i miti narrati nelle opere wagneriane.
Tuttavia, la genesi del progetto del Castello di Neuschwanstein non fu unicamente guidata da aspirazioni artistiche.
Nel 1866, la Baviera, alleata con l’Austria, subì una sconfitta nella guerra contro la Prussia. Questa sconfitta costrinse la Baviera ad accettare un’alleanza che limitava significativamente il potere del re, privandolo del controllo sul suo esercito in caso di conflitto.
Questa perdita di sovranità fu per Ludovico II una profonda ferita, spingendolo, a partire dal 1867, a progettare con i suoi castelli un regno tutto suo, un mondo privato dove potersi sentire ancora un vero re.
In una lettera del maggio 1868 indirizzata all’adorato Richard Wagner, Ludovico II esprimeva il suo desiderio di far ricostruire l’antica rovina del castello di Hohenschwangau, situata nei pressi della gola di Pöllat, nello stile autentico delle antiche fortezze dei cavalieri tedeschi.
Già in queste righe si prefigurano molti aspetti del futuro Castello di Neuschwanstein: la volontà di creare un luogo accogliente con numerose camere per gli ospiti e una stupenda vista sul paesaggio circostante. Il re immaginava questo luogo come un tempio degno del suo divino amico Wagner.

L’Influenza di Wagner e del mondo medievale
L’ammirazione di Ludovico II per Richard Wagner fu un motore fondamentale nella creazione del Castello di Neuschwanstein. Il re desiderava che il castello evocasse le atmosfere delle opere wagneriane. Nella sua lettera a Wagner, Ludovico II menzionava reminiscenze dal ‘Tannhäuser’ (la Sala dei cantori con la fortezza sullo sfondo) e dal ‘Lohengrin’ (il Cortile del castello, il corridoio aperto, il sentiero per la cappella).
Questa stretta connessione con il mondo operistico wagneriano si manifestò nella decorazione interna del castello, con affreschi che illustrano leggende medievali care a Wagner.

Nonostante questa profonda amicizia e la dedica del castello, Wagner non lo visitò mai.
Oltre a Wagner, Ludovico II era profondamente affascinato dal Medioevo e dalle sue leggende.
Trascorse l’infanzia nel castello di Hohenschwangau, fatto restaurare in “stile gotico” da suo padre, il principe ereditario Massimiliano II.
Il romantico scenario alpino e le decorazioni del castello di Hohenschwangau, ispirate a poemi medievali tra cui spiccava quello dedicato a Lohengrin, il cavaliere del cigno, lasciarono un segno indelebile nel giovane Ludovico.
Egli si identificò fin dalla giovinezza con la figura di Lohengrin, reso celebre dall’opera di Wagner.
Il cigno non era solo un elemento centrale nella leggenda di Lohengrin, ma anche l’animale araldico dei conti di Schwangau, di cui il re si considerava successore.
Già Massimiliano II aveva elevato il cigno a motivo dominante di Hohenschwangau, combinando la venerazione idealizzata del Medioevo con una concreta tradizione locale.
Ludovico II proseguì questa tradizione, dedicando di fatto il castello a Lohengrin.

Visione e progettazione: un castello ideale
Ludovico II immaginava il suo “Nuovo Castello di Hohenschwangau” (la denominazione “Neuschwanstein” risale a dopo la morte del re) come un’illusione migliore di un ideale castello medievale rispetto a Hohenschwangau. La parola chiave era la perfezione: la “ricostruzione” doveva essere stilisticamente più pura e dotata di tutte le più moderne conquiste della tecnica.
Un’ulteriore fonte di ispirazione fu la fortezza della Wartburg, che Ludovico II visitò nel 1867.
Il re rimase particolarmente entusiasta della Sala dei Cantori, ritenuta il luogo del leggendario “Certame dei cantori”.
La Wartburg e la sua sala divennero importanti modelli per il “Castello Nuovo”.
L’architetto Eduard Riedel ebbe il compito di tradurre in realtà le precise idee del re, rielaborando anche progetti basati su scenografie teatrali disegnate da Christian Jank, uno scenografo monacense.
Costruzione e trasformazioni del progetto
La posa della prima pietra del “Castello Nuovo” avvenne il 5 settembre 1869. Tuttavia, la costruzione non procedette con la rapidità desiderata dal re, a causa della complessità del progetto e delle difficoltà logistiche del cantiere in montagna.
Scenografi, architetti e artigiani si impegnarono per realizzare le minuziose richieste di Ludovico II, spesso lavorando incessantemente giorno e notte per rispettare le scadenze imposte dal sovrano.
Il primo tratto ad essere completato fu quello del Portale nel 1873, dove Ludovico II visse per alcuni anni.
Solo nel 1880 si celebrò la copertura del tetto del “Palas”, che divenne agibile a partire dal 1884. Con il progredire dei lavori, la crescente ritrosia del re per ogni contatto umano e la sua crescente aspirazione a una dignità reale idealizzata lo spinsero a modificare il progetto architettonico.
Le stanze per gli ospiti inizialmente previste furono sostituite nel progetto da una “Sala Moresca” con fontana, che tuttavia non venne mai realizzata.
Lo “Scrittoio” si trasformò, a partire dal 1880, in una piccola grotta.
La modesta “Stanza delle Udienze” subì una radicale trasformazione, divenendo un’enorme Sala del trono.
Questa sala non fu più concepita per le udienze reali, ma come un tributo alla regalità e una copia della leggendaria sala del Santo Graal.
Per integrare questa imponente sala nel “Palas” già costruito, fu necessario ricorrere a una modernissima struttura in acciaio.
Nell’ala occidentale del “Palas” avrebbe dovuto trovare spazio un “Bagno dei cavalieri”, in ricordo del bagno rituale dei cavalieri del Santo Graal.
Curiosità e ambienti interni: un mondo di fantasia
Le stanze interne del Castello di Neuschwanstein sono un vero e proprio omaggio al mondo delle leggende e alle opere di Wagner.
La Sala del Trono, pur non avendo mai ospitato un trono, è adornata da mosaici dorati che raffigurano i santi del Sacro Romano Impero.

La Sala dei Cantori, ispirata a quella della Wartburg e pensata per concerti e feste, non fu mai realmente utilizzata durante la vita di Ludovico II.
Un’altra curiosità è la presenza di una grotta artificiale con stalattiti e stalagmiti, che durante il regno di Ludovico II ospitava persino una cascata.

Questa riproduzione artificiale di un ambiente naturale sottolinea ulteriormente il desiderio del re di creare un mondo fantastico all’interno del suo castello.
Un sogno incompiuto e un mistero reale
Il Castello di Neuschwanstein rimase incompiuto alla morte di Ludovico II nel 1886.
Il re, dichiarato mentalmente instabile e deposto, fu trovato morto in circostanze misteriose nel lago di Starnberg insieme al suo psichiatra.
Le ragioni della sua prematura scomparsa rimangono ancora oggi oggetto di dibattito e contribuiscono ad alimentare l’aura di mistero che circonda la figura di questo singolare sovrano.
Eredità e ispirazione: un simbolo immortale
Nonostante non fosse mai stato completamente terminato e fosse concepito come un rifugio privato, sette settimane dopo la morte di Ludovico II, Neuschwanstein fu aperto al pubblico.
Da allora, il “buen retiro” del re solitario si trasformò in una delle meraviglie più ammirate del mondo.
La sua architettura fiabesca e la storia affascinante che lo avvolge continuano a suscitare ammirazione.
La sua immagine è diventata un simbolo romantico per eccellenza, tanto da aver ispirato il castello della Bella Addormentata di Disneyland.

Il legame con Hohenschwangau
Il legame di Ludovico II con la sua infanzia trascorsa nel castello di Hohenschwangau fu profondo e influenzò la sua visione per Neuschwanstein.
L’idea di ricostruire l’antica rovina e di superare in bellezza e comfort il castello paterno testimonia un desiderio di emulare e al contempo di trascendere le esperienze della sua giovinezza.
Le scene ispirate a leggende medievali che decoravano Hohenschwangau furono una precoce fonte di ispirazione per il futuro “Re delle Favole”.
Il Castello di Neuschwanstein è molto più di una splendida costruzione; è la materializzazione di un sogno romantico, un omaggio all’arte e alle leggende, e il riflesso della complessa personalità di un re solitario e visionario. La sua storia, intrisa di passioni, ambizioni e un velo di mistero, continua ad affascinare e a far sognare chiunque ne ammiri le maestose torri stagliarsi contro il cielo bavarese.
Potrai leggere altri interessanti articoli esplorando il blog “La Magia dell’Ago“